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17/01/2018
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LUPO SOLITARIO A SPASSO PER BERTOLDI

Lavarone L'esemplare avvistato ieri alle 8.30 nel parcheggio degli impianti sportivi. Gli esperti: «Evitare i contatti coi selvatici»

 


LAVARONE - Alle 8.30 di ieri mattina, un passante ha notato qualcosa di strano nella zona degli impianti sportivi in località Bertoldi e, ancor prima di rendersene conto, ha estratto il cellulare ed ha scattato qualche foto a quello che sembrava a tutti gli effetti, un lupo. L'immagine del carnivoro che passeggia tranquillamente accanto al parcheggio è dunque un avvistamento in piena regola che però, rimarcano le autorità competenti, non deve allarmare nessuno. «Le immagini - spiega Luca Pedrotti del Servizio foreste e fauna della Pat - non sono di altissima qualità e quindi non si può dire con assoluta certezza che si tratti proprio di un lupo, ma poiché vi sono due branchi nelle vicinanze e la zona è frequentata, la sua presenza in quel contesto è assolutamente compatibile».I due branchi di cui parla Pedrotti sono uno nella zona di Asiago e un altro, con i capostipiti Slavc e Giulietta, sui Lessini. «È prematuro - aggiunge Pedrotti - stabilire se siamo in presenza di un terzo branco sull'altopiano che confina con la catena al confine con le province di Verona e Vicenza, ma stiamo raccogliendo tutti gli elementi utili per poterlo verificare: ecco perché c'è un grosso lavoro di raccolta dati usando foto trappole, analisi genetiche e rapporti della Forestale». Quando si parla di branchi però non bisogna pensare a mute di animali che girano compatti, bensì a una sorta di famiglia allargata, «con mamma e papà alfa, qualche aiutante e i cuccioli che in parte escono dal gruppo e in parte muoiono». È la natura. Cosa ci facesse un lupo solitario ieri ai Bertoldi non è dato sapere. «C'è la possibilità - ammette Pedrotti - che sia un giovane individuo che, come accade ogni primavera, si stacca dal branco per emanciparsi, maschio o femmina che sia. Sono comunque animali che si spostano di decine di chilometri al giorno e anche se tendenzialmente stanno lontano dall'uomo, può essere che per raggiungere una data area, siano di passaggio anche in una zona abitata: d'altra parte c'è una certa compenetrazione tra zone selvagge e zone antropizzate». La regola, in ogni caso, è «di non avere paura e di farsi annunciare, così da dare all'animale l'opportunità di allontanarsi». «Si tratta - spiega il coordinatore Grandi carnivori del Servizio foreste e fauna della Provincia Claudio Groff - di una presenza assodata: il lupo è presente da sette anni sulle Alpi e a Lavarone da due o tre anni: quindi vederne uno in queste zone non è un evento particolarmente eccezionale. Bisogna ricordare che è un animale protetto e noi come servizio provinciale siamo impegnati a fare prevenzione». «Ecco perché - riprende Groff - stiamo raccogliendo una gran quantità di dati per procedere con il monitoraggio annuale: poi a marzo al Muse presenteremo il rapporto 2017 sulla presenza di questi animali in Provincia. Per raccogliere questi dati ci avvaliamo della collaborazione di una trentina di forestali che, oltre al loro impegno generale, sono anche specializzati nella gestione dei grandi carnivori». Quanto alla presunta pericolosità dei lupi, Groff ricorda che si tratta di un animale opportunista che preferisce stare lontano dagli uomini perché li teme. «Certo - spiega - è un predatore che si trova in cima alla piramide alimentare, e quindi la sua presenza significa che l'ambiente è sano e i boschi sono ricchi di altri animali, le sue prede. Come tutte le specie selvatiche, va rispettata: bisogna evitare di attirare l'attenzione del lupo, magari avvicinandolo per fare fotografie».«Ovviamente - conclude Groff - può creare conflitti con l'uomo colpendo gli animali allevati in quota: ecco perché la nostra priorità resta sempre fare prevenzione dei danni e garantire gli indennizzi».


L'ADIGE
LUPO SOLITARIO A SPASSO PER BERTOLDI